Bob Dylan, in lavorazione il biopic 'Going Electric'
E' "Going Electric" il titolo di lavorazione dato al biopic dedicato a Bob Dylan messo in produzione dalla Fox Searchlight: come riferito da Entertainment Weekly la direzione della pellicola, dedicata alla prima parte della carriera del gigante della canzone d'autore a stelle e strisce - "Going Electric" farebbe non a caso riferimento all'arcinota esibizione dell'artista di Duluth al Newport Folk Festival del 1965, passata alla storia per la svolta elettrica che procurò alla voce di "Mr. Tambourine Man" non poche critiche da parte del pubblico che l'aveva conosciuto col folk di "The Freewheelin' Bob Dylan" e "The Times They Are a-Changin'" - sarebbe stata affidata a James Mangold, regista americano già cimentatosi sul set con un film biografico dedicato a un grande della canzone americana, "Walk the Line", lungometraggio del 2005 dedicato all'alfiere del country Johnny Cash, interpretato per l'occasione da Joaquin Phoenix.
A vestire i panni del Premio Nobel per la Letteratura 2016 potrebbe essere - secondo quanto riferito da Deadline - Timothée Chalamet, attore newyorchese conosciuto dal pubblico italiano - oltre che per le sue partecipazioni a serie televisive di successo come "Law & Order" e "Homeland" - grazie al ruolo di Elio Perlman interpretato sul set di "Chiamami col tuo nome" di Luca Guadagnino: al momento le trattative tra la produzione del film e il management dell'attore ventiquattrenne sarebbero ancora in corso.
Alla produzione della pellicola dovrebbe prendere attivamente parte anche Jeff Rosen, produttore e manager dello stesso Dylan dal 1989.
Al cantautore di "Subterranean Homesick Blues" è stata già dedicata un film, "I'm Not There" (vedi sopra il trailer) del 2007: diretto da Todd Haynes e Oren Moverman, il lavoro ripercorre diverse fasi della carriera di Bob Dylan, per l'occasione impersonato da diversi attori tra i quali Christian Bale, Marcus Carl Franklin, Richard Gere e Heath Ledger, senza dimenticare l'attrice Cate Blanchett, chiamata a vestire i panni del Dylan di metà anni Sessanta, periodo che lo vide - appunto - passare dall'acustico all'elettrico.